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Amazon Advertising: report del 2020-2021 secondo Tinuiti

Come ben saprete, un venditore su Amazon non può limitarsi esclusivamente a vendere i suoi prodotti; deve soprattutto stare al passo con le novità per quanto riguarda l’advertising.

Di seguito vi proponiamo un report elaborato da Tinuiti, un’azienda americana che si occupa di targeting, ottimizzazione ed accelerazione di strategie pubblicitarie.  I dati analizzati sono stati raccolti in forma anonima da Amazon, basandosi sui programmi dei venditori che hanno seguito una strategia attiva e costante per tutta la durata dell’anno preso in analisi, ovvero l’intero 2020 e il primo periodo del 2021. 

L’analisi in questione si occupa principalmente del monitoraggio di diverse opzioni di advertising che sono: i prodotti sponsorizzati, i marchi sponsorizzati, i video annunci e, meno diffuse, le campagne Sponsored Display.

Quasi tutte le strategie prese in considerazione appartengono alla categoria del Costo per Click: questo tipo di pubblicità in un anno è letteralmente esploso, comportando di conseguenza un aumento della spesa pubblicitaria per tutti gli inserzionisti.

Il Costo per Clic medio è aumentato di anno in anno in quasi ogni categoria di prodotto, con i numeri più alti in giocattoli, libri ed abbigliamento. 

Iniziamo subito parlando dei prodotti sponsorizzati, che nel 2021 hanno subito una crescita pari al triplo della loro quantità nel 2020. Il CPC medio per i prodotti sponsorizzati è aumentato di anno in anno, fino ad arrivare al 33% in più nel 2020; dato che non si osservava dal 2018.

L’investimento degli inserzionisti in questo tipo di annunci è aumentato del 38%, mentre le vendite conseguenti del 30%. C’è da dire però che rispetto all’inizio dell’anno, verso l’ultimo trimestre (ottobre-dicembre) la spesa del CPC è aumentata in modo inversamente proporzionale rispetto alla crescita delle vendite.

A superare i prodotti sponsorizzati sono invece i marchi sponsorizzati: nel secondo trimestre del 2021 infatti, sono aumentati del 60% rispetto allo scorso anno. Molti inserzionisti, hanno iniziato a sperimentare gli annunci Video per i marchi sponsorizzati, in affiancamento alle campagne pubblicitarie più “tradizionali”. Lo strumento video è risultato molto accattivante per gli utenti, nonostante fosse già presente come format, è decollato solamente nel 2020, quando l’accesso alla piattaforma è aumentato ed il pubblico si è molto diversificato.

Per esempio, i dati dimostrano che gli inserzionisti di Amazon US nel 2020 hanno preferito investire il 70% della spesa sui video piuttosto che in immagini statiche (il restante 30%) 

Un’attenzione particolare per quanto riguarda Amazon Advertising va  sicuramente al Prime Day, giorno più importante per la piattaforma, che nel 2021 si è svolto a giugno anziché ad ottobre come gli anni scorsi.

Gli inserzionisti hanno aumentato gli investimenti pubblicitari in tutti i format. Osservando i dati, possiamo notare che il format della pubblicità display, sebbene rappresenti ancora una piccola parte del budget degli inserzionisti, ha superato ciascuno degli altri format con una spesa del 51% in più.

Per intenderci, la pubblicità  Sponsored display è una funzione self-service che Amazon offre, la quale compare nella home page di Amazon, nelle pagine di dettagli prodotto, dei risultati di ricerca, oppure su siti web e app di terze parti.

Amazon Sponsored Display sta diventando sempre più consistente nel mercato dell’advertising, perchè appunto sfrutta le capacità di targeting del format per raggiungere utenti sia dentro che fuori Amazon. Inoltre, come ben noto, le vendite durante il Prime Day del 21-22 giugno 2020 sono state consistenti, tuttavia durante le prime 24 ore dell’evento c’è stata una  concentrazione di vendite maggiori rispetto al secondo giorno.

Il consiglio che vi vogliamo dare in merito a questo, è di quello di non farvi trovare impreparati rifornendo il magazzino in modo tale da sfruttare la crescente domanda che si concentra in quei due giorni.

La tendenza che segue il mercato dell’advertising per quanto riguarda Amazon US fa prevalere la spesa delle inserzioni unicamente per i prodotti sponsorizzati; ma in linea generale questa sembra essere la decisione dominante per molti altri stati quali Canada, Germania e Regno Unito.

Anche Amazon DSP (demand-side-platform) è diventato popolare tra gli inserzionisti negli ultimi due anni. Nello specifico, parliamo di  un tipo di pubblicità che permette l’acquisto automatizzato e centralizzato di media da più fonti, come annunci display, video e audio.

Nel secondo trimestre dell’anno la spesa per l’acquisto di queste inserzioni è aumentata del 95% e molti inserzionisti hanno intensificato l’acquisto di questo tipo di advertising prima e dopo l’evento del Prime Day proprio per il retargeting degli acquirenti. 

Negli ultimi tempi si è introdotto nel panorama del DSP anche Twitch che per ora è solamente una piccola percentuale della spesa del DSP totale, ma potrebbe acquistare sempre maggior consistenza in futuro.

All’inizio del 2020, un’altro modello di ottimizzazione delle strategie di advertising ha catturato l’attenzione degli inserzionisti: si tratta di Responsive eCommerce Creative (REC), il quale ottimizza dinamicamente l’inventario e filtra anche i prodotti esauriti, in modo da non mostrarli al cliente. Ciò rappresenta un grande aiuto per i venditori, in quanto agevola notevolmente le prestazioni garantendo la sponsorizzazione esclusivamente dei prodotti presenti in stock.

Al giorno d’oggi, i marchi stanno investendo in maniera consistente in questo tipo di format, il cui acquisto è aumentato del 48% dall’aprile scorso. 

In conclusione, le campagne rivolte al pubblico Amazon sono le più diffuse tra gli inserzionisti DSP: dati alla mano, notiamo che il 96,5% della spesa DSP viene attribuita a sforzi mirati in grande misura a questo pubblico. tuttavia non è da escludere che Amazon stesso si sposti alla conquista di pubblico di terze parti grazie a fornitori come Oracle Data Cloud e LiveRamp, aziende di raccolta dati.

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